ELEZIONI COMUNALI 2016. TUTTE LE NOVITA’

Tornata elettorale catastrofica per il PD di Renzi. La vittoria del Movimento 5 stelle non si può dire che abbia rappresentato una sorpresa ne’ a Roma né altrove. Da anni Beppe Grillo cavalca il malcontento popolare gridando agli scandali,  alla disonesta’ della classe  dirigente dei partiti tradizionali, all’alto livello di corruzione che attraversa tanti settori della politica e dell’economia italiana.
 L’esito del voto è una mescolanza di molti fattori che sono stati le concause che hanno portato alla vittoria in tanti comuni al primo turno,  e alla straripante vittoria di molti ballottaggi  (esclusa Milano che sarà un caso da studiare).
I ballottaggi con due contendenti uno del PD e uno del Movimento 5 stelle e’ stata l’occasione irripetibile per dare una spallata a Renzi: qui si è concentrata una grande voglia di vendetta verso Renzi rottamatore ritenuto arrogante, da parte dei sindacati snobbati e messi all’angolo dal governo,  della cosiddetta sinistra antagonista,  delle minoranze interne al PD inascoltate in parlamento su gran parte delle  proposte,  del centro destra diviso e  frammentato, senza leadership riconoscibile, della Lega alleata con l’estrema destra di Fratelli d’Italia. E’ stato dato uno schiaffo al PD visto come un partito leaderistico e moderato, sempre più distante da politiche di centro sinistra. D’altra parte la creazione del cosiddetto Partito della Nazione sempre smentita ma di fatto visibile quando il movimento di Verdini aggiunge i suoi voti a quelli del PD e vota la fiducia al governo, conferma una svolta moderata. Certamente non ha aiutato la dichiarazione di Renzi che ha personalizzato il referendum costituzionale e ha snobbato l’esito delle amministrative di giugno, declassate a elezioni di tipo locale.
La vittoria di Grillo ha fatto emergere un dato di fatto incontrovertibile e cioè che i partiti tradizionali ed i loro raggruppamenti di centro sinistra e centro destra, così come li abbiamo visti nel  sistema bipolare degli ultimi venti anni, sono superati e finiti. Con questa ultima tornata elettorale bisogna smettere di pensare alla politica italiana secondo categorie superate, visto che i cosiddetti poli sono diventati almeno tre.
Ed è qui la sfida del Movimento 5 stelle che tende a disintegrare l’attuale sistema politico con indirizzi politici abbastanza indecifrabili secondo canoni di lettura tradizionali: chi può dire se i Sindaci neo eletti siano di destra o di sinistra e come diceva Giorgio Gaber con tanto anticipo sul futuro, in una sua nota canzone in cui si domandava cos’è la sinistra e cos’è la destra.  Oggi  hanno ancora senso destra e sinistra?
Adesso la sfida di Grillo è al governo nazionale. La sfida è su tutto, dalle politiche europee al grande tema dell’immigrazione, alla crisi economica che sta rendendo sempre più poveri interi settori della popolazione, al tema del nostro sistema economico e della crisi delle banche, sulla mancanza di lavoro, sull’assenza di futuro per i giovani costretti sempre più ad emigrare per affermarsi nella vita, in un paese di furbi e di corruzione dilagante presente in tutti i settori, quelli pubblici e quelli privati, dall’inquinamento mafioso che condiziona tutta l’economia del Paese da nord a sud, da una politica che non vede oltre il proprio naso e che non riesce a prefigurare politiche all’altezza dei tempi.
Io non penso che il governo Renzi in questi due anni abbia sbagliato tutto, anzi, sono tra quelli che ha condiviso le scelte di politica estera, le politiche per l’immigrazione, il coraggio di tagliare i costi della politica portando a conclusione la riforma elettorale e la modifica al nostro sistema parlamentare. Da rottamatore coraggioso e innovativo che ha portato il PD a stravincere alle europee, Renzi in circa due anni è diventato però l’arrogante che va avanti a colpi di fiducia su ogni provvedimento, costringendo di fatto tutti i dissenzienti ad allinearsi senza possibilità di confronto.
Il tutto in presenza della più grave crisi economica dal dopoguerra, che attraversa molti paesi al mondo e che non smette di “mordere” aumentando a dismisura le disuglianze, con pochi ricchi e sempre più poveri e/o impoveriti.
Mai come in questi ultimi anni in tutto il mondo cosiddetto “progredito” tante categorie sociali sono entrate in crisi e l’incertezza del futuro attanaglia milioni di persone. Si spiega così l’esito della Brexit in Gran Bretagna, la crescita di movimenti nazionalisti e razzisti in mezzo mondo, la realizzazione di muri e di chiusure su cui la politica dei governi dell’UE perde tempo senza trovare soluzioni, passando da un summit ad un altro con una inconcludenza totale di fronte a fenomeni globali qual è quello dei profughi che fuggono da guerre, fame  e sopraffazioni, in particolare da paesi del nord Africa. L’unica risposta evidente ai gravi fenomeni di migrazione è stato pagare la Turchia perché fermi i flussi di profughi e provveda ai rimpatri mentre le coste greche ed italiane subiscono sbarchi quotidiani di migliaia di persone, quando riescono a non annegare con le carrette che li trasportano.
Sono inesistenti politiche unitarie contro il terrorismo di matrice islamica di Isis  che colpisce mezzo mondo; le misure di sicurezza successive ai gravi attentati contro Parigi, Bruxelles, Istanbul,  limitano di fatto la possibilità di circolazione, aumentano l’ incertezza delle persone rendendo fragili anche le Istituzioni europee.
Il risultato della Brexit in Gran Bretagna è la sintesi di uno scontro tra generazioni con gli anziani a votare per l’uscita e i giovani a chiedere un’Europa più unita e più forte. E’ anche l’esito di pulsioni irrazionali di paura del diverso inteso come immigrato che viene a togliere qualcosa agli oriundi.
Ma per tornare all’Italia ha ragione Romano Prodi quando, analizzando il voto alle amministrative dello scorso 19 giugno, dice che non basta una classe politica nuova senza politiche nuove adatte ai tempi che corrono. Ha ragione quando dice che l’unico che parla e agisce a sostegno dei più deboli invocando la riduzione in tutto il mondo delle diseguaglianze che mettono a rischio i migliori sistemi democratici, è Papa Francesco. Che è anche l’unico ad aver evocato lo spettro di una terza guerra mondiale,  del tutto inascoltato dai potenti del mondo!
Ma pensando  alle recenti elezioni italiane dobbiamo porci una domanda: ma perché gli elettori avrebbero dovuto dare il voto al PD, per esempio a Roma? Neanche se si fossero affidati a degli esperti tutti i partiti del centro sinistra e del centro destra sarebbero riusciti ad arrivare al clamoroso risultato della elezione a Sindaca con quasi il 70% dei voti,  di una pressoché sconosciuta Virginia Raggi. Dopo i dannosi 5 anni del centro destra di Alemanno, i due anni persi della gestione Marino, l’ultimo anno inconcludente del commissariamento che ha definitivamente messo in ginocchio la citta’, dopo lo scandalo di Mafia Capitale che ha visto coinvolti esponenti più o meno di spicco del PD, con i tagli dei servizi derivanti da un debito coperto da fondi del governo da restituire a caro prezzo, come si poteva pensare di contrastare il qualunquismo e la protesta cavalcata dal Movimento 5 stelle? La divisione tra SEL e PD determinata dalla volontà di politicizzare il voto contro Renzi, dopo anni passati a governare assieme, è stata una scelta scellerata che ha portato a Fassina un risultato piuttosto misero. L’alleanza tra Berlusconi e Marchini (libero dai partiti) ha rafforzato l’alleanza tra Lega e Fratelli d’Italia, con il risultato che la PDL e la Lega portano a casa un risultato mediocre mentre lievitano i consensi di Giorgia Meloni. Se il centro destra fosse stato unito srebbe stata la Meloni ad andare al ballottaggio contro la Raggi. Anche le modalità di gestione delle dimissioni di Marino con gli strascichi polemici che ancora sono presenti in città, hanno lasciato il segno che è un segno negativo, soprattutto tra gli elettori del PD.
Il PD è stata la maggiore forza di governo con Marino, ha governato tutti i Municipi, ha imposto alla città tagli dei servizi in tutti i settori ed in particolare in quelli più delicati della scuola e dei servizi sociali, ha pattuito con il governo centrale un rientro dal debito micidiale che ci ha fatto diventare una città da terzo mondo. Mancate manutenzioini stradali, sfalcio del verde, pulizia e decoro urbano, finanziamenti alle scuole e ai servizi sociali, la chiusura dei centri antiviolenza, la scellerata gestione del patrimonio comunale che con una delibera della giunta Marino messa in atto dal Commissario Tronca, sta stroncando tutte le attività del volontariato sociale che hanno costituito l’ossatura portante del sistema di welfare cittadino.
Ecco la miscellanea micidiale che è stata messa in atto e in tutto ciò il PD continua ad essere commissariato con il risultato che già da prima delle elezioni è stato cancellato l’insediamento dei militanti sul territorio lasciando tutte le periferie al Movimento 5 stelle ed ora, ad urne chiuse, rischia di azzerare completamente una giovane classe di bravi amministratori che nei Municipi hanno tentato di far fronte a tante, troppe emergenze.
Da assessore uscente del IX Municipio, posso testimoniare la fatica di non avere alcun sostegno dal governo capitolino e di dover dare risposte ai cittadini, anche su questioni mai decentrate ai Municipi.
Ci sarò un futuro per il PD? No, se si prosegue con il solito andazzo, correntismo e personalismi sfrenati in primis e con politiche confuse e dal corto respiro. Si,  se si vorrà fare una seria analisi del voto, se si vorrà guardare alle esperienze degli ultimi 10/15 anni, per trovare la capacità di un rinnovamento che riporti il partito alle ragioni della sua fondazione. Per dirla con Veltroni, quello dello scorso 19 giugno non è un voto perso. “E’ un voto che racconta di uno smarrimento, di una protesta, di una rabbia. Ma non è perduto, a condizione che la sinistra sappia cambiare”…”Bisogna farsi parte di un disagio sociale. Bisogna farsi carico del fatto che c’è un dolore, un malessere, esteso in tutta la popolazione, e assumerlo dentro di sé”. E’ questa la sfida per battere nazionalismi e paure che mettono a rischio i sistemi democratici.
Luisa Laurelli
Pubblicato in Roma

Polemiche sul DOPO DI NOI

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dopodinoi1 Ecco quanto ha pubblicato su Facebook Luciana Gennari Presidente della Consulta Disabilità del IX Municipio in risposta alle polemiche seguite alla mia dichiarazione a sostegno della Legge sul Dopo di Noi

Servizi per la disabilità

Ho appena appreso che in Parlamento è stata approvata in via definitiva la legge sul Dopo di noi che prevede uno stanziamento vincolato per la realizzazione di servizi per la disabilità quando il disabile resta solo. Mi domando con che coraggio  il Movimento 5 Stelle ha votato contro una legge di questa natura … mi domando se qualcuno si ricorda il voto contrario alla legge sulle unioni civili sempre da parte degli stessi parlamentari. Ma come si fa a votare Movimento 5 Stelle al ballottaggio di domenica? Io Assessore alle politiche sociali del 9 municipio invito tutti a non votare i candidati del Movimento 5 Stelle perché il livello culturale di questo movimento è davvero,  davvero molto basso… se non si fa una battaglia per riconoscere  i diritti delle persone  più in difficoltà davvero mi chiedo dove vogliamo andare in questo Paese.

Luisa Laurelli

Santoro Presidente!

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Si riparte per la seconda fase della campagna elettorale con la forza della continuità e il coraggio e l’onestà di affrontare anche le situazioni più complesse! Forza Santoro.