5 anni di Regione

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Nei 5 anni di governo regionale Luisa ha continuato a lavorare sui temi che le sono cari come le politiche sociali e sanitarie, la tutela delle donne, degli immigrati e degli omosessuali, i diritti civili. Ecco allora, per esempio, iniziative contro la tratta degli esseri umani, indagini e proposte contro la violenza alle donne, legge istitutiva della consulta a tutela dei consultori familiari. Luisa firma per esempio la legge per la promozione e la tutela dell’esercizio dei diritti civili e sociali e la piena uguaglianza dei cittadini stranieri immigrati (proposta di legge 203 del 2006) e la legge sul reddito minimo garantito. Indignata dall’accaduto, Luisa firma l’ordine del giorno che chiede la costituzione di parte civile della Regione Lazio a fianco della ragazza vittima di violenza a Montalto di Castro (n.90 del 03.08.07). Luisa firma poi le proposte di legge sul sostegno ai minori vittime di violenza, maltrattamento e abbandono (n.166 del 11.09.2006), quella sull’inserimento al lavoro dei disabili (n.400 del 23 luglio 2008).

Il diritto al lavoro come diritto fondamentale. Ecco allora la richiesta di stabilizzazione dei lavoratori Atesia (odg n.27 del 28.08.05) e l’atto con cui chiede la prevenzione nei cantieri edili (n.30 del 05.07.06). Viene presentato un ordine del giorno a tutela dei dipendentidell’Istituto di vigilanza Urbe (115 del 2007) a rischio licenziamento e un’interrogazione sui precari dell’Ispra, saliti sul tetto in scadenza di contratto, dopo anni di precariato (novembre 2009).

Ma Luisa non ha dimenticato il suo territorio di provenienza e per questo ha presentato atti di sollecitazione e confronto relativi al XII Municipio, per garantire un’azione trasparente dell’amministrazione e la maggiore partecipazione possibile da parte dei cittadini. Ecco allora la presentazione di mozioni sul filobus Eur-Tor de’Cenci (mozione 402 del 1 aprile 2009) o di ordini del giorno sula gestione delle ferrovie Roma-Lido di Ostia (odg n.2 del 1 agosto 2005). E ancora le interrogazioni sulla situazione dell’UTIC del S.Eugenio o sul mantenimento del Pronto soccorso dello stesso ospedale come Dea di II Livello (mozione n.262 del 17.09.07) o quella sulla chiusura del centro Grandi ustioni dello stesso ospedale (interrogazione n.605 del 15.02.07).

Ma sono stati questi anche gli anni in cui a Luisa è stata affidata la presidenza della commissione speciale Sicurezza, Contrasto all’usura, Integrazione Sociale e Lotta alla Criminalità, un abito cucito addosso alla sua personalità. Il merito di Luisa riconosciuto coralmente, è quello di aver offerto la sede della Commissione in Regione quale luogo di comunicazione/collaborazione/concertazione di politiche per la prevenzione ed il contrasto dell’illegalità diffusa, a tanti soggetti istituzionali che spesso lavorano a compartimenti stagno (prefetture, questure, sindacati, associazioni, procure, forze dell’ordine, amministratori degli enti locali, aziende…). Tanto che il 22 gennaio 2009 si è tenuto il primo ed unico consiglio regionale straordinario sulle mafie nel Lazio ed è stata approvata a larga maggioranza lamozione n. 369 che ha proposto, tra l’altro, l’istituzione di una sede della Dia nel sud della regione. La commissione ha lavorato per garantire la sicurezza sociale nel territorio regionale, affrontando dunque temi come la lotta alla criminalità organizzata sempre più presente nel Lazio, ma anche l’abusivismo edilizio, la tutela dei detenuti e, in particolare, delle madri detenute con bambini che vivono in carcere. Un’ossessione che non la abbandona è la realizzazione a Roma dell’Icam, Istituto di custodia attenuata per madri detenute rispetto al quale è riuscita ad arrivare ad un accordo fra Comune, Regione e Ministero della Giustizia con relativa individuazione del luogo e del casale (119 del 19.12.2007). E ancora, la commissione ha ascoltato comitati di quartiere, associazioni e rappresentanti delle forze dell’ordine in relazione alla situazione di quartieri dove è forte il degrado sociale (Tor Bella Monaca, Primavalle, il quartiere Q4 di Latina.. ). Luisa ha più volte lanciato l’allarme per la mancanza di risorse alle forze dell’ordine e alle procure (per esempio quella di Tivoli vedi mozione n.361 approvata il 3/12/2008 o interrogazioni n.590 del 2007 sul declassamento del commissariato di Genzano o la n.570 del 25.01.07 sullo sfratto del commissariato di Tarquinia).

Grazie a questo lavoro di raccordo tra tutti i soggetti interessati, la Commissione ha contribuito allo scioglimento del Comune di Nettuno per infiltrazioni di mafia (il primo nel Lazio), ha effettuato audizioni sul rischio infiltrazioni mafiose nel territorio di Civitavecchia, di Ardea, sul termovalorizzatore di Colleferro, sugli abusi nel Parco del Circeo e del lago di Sabaudia. Naturalmente grande attenzione è stata data all’allarmeinfiltrazioni mafiose nel sud pontino e in particolare a Fondi. Una questione su cui Luisa ha lottato molto chiedendo a gran voce lo scioglimento del Comune dopo la relazione del prefetto di Latina che ne evidenziava le collusioni con la criminalità. E più volte Luisa si è schierata a fianco del prefetto Frattasi (ovviamente fatto passare ad altro incarico) contro le accuse lanciate dagli esponenti della destra locale e la solitudine pericolosa in cui un uomo dello Stato veniva lasciato dallo stesso governo.

Fra le maggiori soddisfazioni di questa legislatura c’è l’aver fatto approvare all’unanimità la legge che facilita l’uso sociale dei beni confiscati alla criminalità organizzata, la prima legge in Italia che crea un’Agenzia regionale per l’assegnazione e il controllo della gestione degli immobili tolti alle mafie e restituiti ai cittadini.