Commissione fantasma antimafia

Una commissione sulle infiltrazioni mafiose e sulla criminalità organizzata. Commissione approvata dall’aula del Consiglio regionale il sei agosto scorso e pubblicata giorni dopo sulla Gazzetta Ufficiale. Una commissione però ancora soltanto sulla carta, visto che non solo non sono stati avviati i lavori, ma non si è mai riunita.

Questa la denuncia della Uil di Roma e del Lazio che, a pochi giorni dall’avvio del processo per le vicende di Roma Capitale, porta alla luce l’inesistenza di un organismo contenuto nella legge “disposizioni a tutela della legalità e trasparenza” della Regione Lazio.

Tra i compiti della commissione c’è l’analisi del livello di diffusione, penetrazione, consistenza della criminalità organizzata nel Lazio. La verifica di possibili infiltrazioni nell’attività dell’amministrazione regionale e degli enti partecipati. La struttura dovrebbe poi elaborare proposte per diffondere la cultura della legalità. Ma anche convocare audizioni con organizzazioni imprenditoriali, amministratori, prefetti, questori e forze dell’ordine. E infine fornire annualmente una relazione dell’attività svolta, nonché proposte di azioni politiche, amministrative, legislative da trasmettere alla commissione parlamentare d’inchiesta sul fenomeno delle mafie e sulle altre associazioni criminali.

“Una commissione più che mai utile nella nostra città e nella nostra regione – commenta il segretario generale della Uil di Roma e del Lazio, Alberto Civica – non si comprende come in un periodo in cui il municipio di Ostia è già stato sciolto per infiltrazioni mafiose, c’è una richiesta di scioglimento per il Comune di Sacrofano, in tutto il Lazio sono stati censiti 88 clan di cui 35 riconducibili alla ‘ndrangheta, 16 a cosa nostra, 29 alla camorra, sei autoctoni e due alla sacra corona unita, si possano lasciare commissioni fantasma vagare per le aule del Consiglio, senza trovare attuazione. Sa di spreco, ma anche di mancato riconoscimento della realtà. Come sindacato abbiamo più volte ripetuto che è necessario fare sistema contro le mafie e i poteri criminali. Non riusciamo a comprendere i motivi che stanno rallentando l’istituzione di una commissione già approvata e sollecitiamo pertanto il presidente Zingaretti, il presidente del Consiglio, Leonori, e tutte le forze politiche a far chiarezza su questa vicenda, sbloccare questo stato di impasse e procedere rapidamente”.

Fonte

MARINO: “MI DIMETTO, DA MIO LAVORO PASSA FUTURO CITTÀ”

Roma 8 Ottobre 2015 –  Così in una nota il sindaco Marino

Care romane e cari romani, ho molto riflettuto prima di assumere la mia decisione. L’ho fatto avendo come unica stella polare l’interesse della Capitale d’Italia, della mia città. Quando, poco più di due anni e mezzo fa mi sono candidato a sindaco di Roma l’ho fatto per cambiare Roma, strappando il Campidoglio alla destra che lo aveva preso e per cinque anni maltrattato, infangato sino a consentire l’ingresso di attività criminali anche di tipo mafioso. Quella sfida l’abbiamo vinta insieme. In questi due anni ho impostato cambiamenti epocali, ho cambiato un sistema di governo basato sull’acquiescenza alle lobbies, ai poteri anche criminali. Non sapevo – nessuno sapeva – quanto fosse grave la situazione, quanto a fondo fosse arrivata la commistione politico-mafiosa.
Questa è la sfida vinta: il sistema corruttivo è stato scoperchiato, i tentacoli oggi sono tagliati, le grandi riforme avviate, i bilanci non sono più in rosso, la città ha ripreso ad attrarre investimenti e a investire. I
risultati, quindi, cominciano a vedersi. Il 5 novembre su mia iniziativa il Comune di Roma sarà parte civile in un processo storico: siamo davanti al giudizio su una vicenda drammatica che ha coinvolto trasversalmente la politica. La città è stata ferita ma, grazie alla stragrande maggioranza dei romani onesti e al lavoro della mia giunta, ha resistito, ha reagito. Tutto il mio impegno ha suscitato una furiosa reazione. Sin dall’inizio c’è stato un lavorio rumoroso nel tentativo di sovvertire il voto democratico dei romani. Questo ha avuto spettatori poco attenti anche tra chi questa esperienza avrebbe dovuto sostenerla. Oggi quest’aggressione arriva al suo culmine. Ho tutta l’intenzione di battere questo attacco e sono convinto che Roma debba andare avanti nel suo cambiamento. Ma esiste un problema di condizioni politiche per compiere questo percorso. Queste condizioni oggi mi appaiono assottigliate se non assenti. Per questo ho compiuto la mia scelta: presento le mie dimissioni. Sapendo che queste possono per legge essere ritirate entro venti giorni. Non è un’astuzia la mia: è la ricerca di una verifica seria, se è ancora possibile ricostruire queste condizioni politiche. Questi i motivi e il quadro in cui si inseriscono le mie dimissioni. Nessuno pensi o dica che lo faccio come segnale di debolezza o addirittura di ammissione di colpa per questa squallida e manipolata polemica sulle spese di rappresentanza e i relativi scontrini successivamente alla mia decisione di pubblicarli sul sito del Comune. Chi volesse leggerle in questo modo è in cattiva fede. Ma con loro non vale la pena di discutere.
Mi importa che i cittadini – tutti, chi mi ha votato come chi no, perché il sindaco è eletto da una parte ma è il sindaco di tutti – comprendano e capiscano che – al di là della mia figura – è dal lavoro che ho impostato che passa il futuro della città. Spero e prego che questo lavoro – in un modo o nell’altro – venga portato avanti, perché non nascondo di nutrire un serio timore che immediatamente tornino a governare le logiche del passato, quelle della speculazione, degli illeciti interessi privati, del consociativismo e del meccanismo corruttivo-mafioso che purtroppo ha toccato anche parti del Pd e che senza di me avrebbe travolto non solo l’intero Partito democratico ma tutto il Campidoglio.

Omniroma

Presentazione di “Cinematografia organizzata” di Francesca Romana Massaro e “Nel cuore di chi resta” di Anna Maria De Luca

Due libri al femminile che affrontano da angolazioni diverse il tema della criminalità organizzata con lo sguardo centrato sul ruolo della donna Festa dell’Unità – 3/7/2015 h 20.00 – OSTIA ANTICA

Nell’ambito della festa dell’Unità di Ostia Antica, l’associazione Punto D presentaCinematografia organizzata e Nel cuore di chi resta, due libri al femminile, a cura di Francesca Romana Massaro e Anna Maria De Luca che parlano di criminalità organizzata, cinema ma anche di donne e mafie.

Per questa edizione della festa dell’Unità, l’associazione Punto D, da sempre attenta al ruolo della donna nella società, ha voluto affrontare un tema diverso dal solito, seppur attinente al fenomeno della violenza e molto attuale: le donne e le mafie. E ha voluto farlo attraverso due giornaliste e due scrittrici impegnate su questo tema che, nei loro libri affrontano il tema della criminalità organizzata da due angolazioni diverse ma entrambi con lo sguardo centrato sul ruolo della donna all’interno di queste organizzazioni.

Francesca Romana Massaro, direttore responsabile de L’Araldo dello Spettacolo, racconterà cosa succede quando la mafia arriva sui set cinematografici italiani e stranieri e compare sotto i riflettori.

Analizzerà inoltre il ruolo della donna all’interno delle organizzazioni criminali, sottolineando com’è cambiato nel corso del tempo e come, di conseguenza, viene presentato oggi sul grande e piccolo schermo.

Sarà un modo per rendersi conto del fatto che lo stereotipo del “sesso debole” ha lasciato definitivamente il posto a delle donne consapevoli e spesso molto più potenti dei propri uomini.

Anna Maria De Luca, giornalista che collabora con Repubblica, si domanda invece cosa succede quando si spengono i riflettori sulle famiglie delle vittime di mafia, anche e soprattutto attraverso le 26 testimonianze da lei raccolte in tutta Italia. Riporterà le parole delle donne che hanno visto morire i propri mariti, fratelli e figli spesso per tragiche fatalità o perché combattevano la criminalità organizzata.

Modera la serata Luisa Laurelli, già consigliera Regione Lazio, Presidente della Commissione Sicurezza e Lotta alla criminalità e autrice del libro Il filo Rosso della legalità

Intervengono
Francesca Romana Massaro – autrice del libro “Cinematografia organizzata” (Ensemble Edizioni)
Anna Maria De Luca – autrice di “Nel cuore di chi resta” (Edizioni Eraclea)
Manuela Campitelli e Francesca Diamanti – Associazione Punto D
Nicoletta Gulefi – FAI Federazione antiracket italiana

Reading a cura dell’attore Claudio Castrogiovanni

Scenografia: mostra fotografica “Mai Più” – a cura di “Punto D”.

Per info Manuela Campitelli Ass. Punto D 392 8001603

info@puntod.eu

Pagine Fb http://www.facebook.com/puntodostia

Il Tempo

Agrpress

OstiaTv

Luisa Laurelli, in prima linea contro le mafie (12 Maggio 2015 – Giorgio Gabrielli – Condivisione Democratica)

E’ triste doverlo confermare, né mi fa piacere dire: “io l’avevo detto e anche scritto“. Roma è la mia città e il mio amore per essa è incondizionato. Le ultime inchieste romane ci confermano che l’Italia è uno dei paesi più corrotto d’Europa, fa parte del nostro essere cercare sempre scorciatoie e sistemi per eludere, per evadere, per mistificare. Quello che ci sconvolge è che sistemi mafiosi siano insediati dentro l’amministrazione comunale, che si arricchiscano sulla pelle dei più umili (rom, senza fissa dimora, immigrati), che, come in tanti altri casi, interventi di emergenza siano serviti per rendere i procedimenti amministrativi assolutamente poco chiari. Emerge un sistema di controlli sulla spesa pubblica, del tutto inesistente, una contaminazione della macchina tecnica e amministrativa e qualche connivenza con la politica che si rivolgeva a Carminati e Buzzi per risolvere emergenze nei campi rom, nello sfalcio dei parchi, nell’assistenza nei centri per gli immigrati.

Come tutti sappiamo l’inchiesta “Mondo di Mezzo” che ha portato alla luce la “Mafia Capitale”, quello che è un fitto intreccio di legami tra malavita organizzata, di appalti pubblici, di società controllate da “Roma Capitale” e di cooperative sociali. Dopo l’analisi della polizia avverrà quello della magistratura che giudicherà gli indagati. Noi proviamo a fare una valutazione di quello che c’è da ri-costruire a livello delle amministrazioni della nostra città. Lo facciamo intervistando Luisa Laurelli che ci torna a far visita tra le colonne della nostra testata, dopo quasi due anni. E in questi due anni ha continuato a seguire “il filo rosso della legalità”: Dalla presidenza della commissione “Coesione Sociale Sicurezza, Pari opportunità” del Congresso dei poteri Locali e Regionali d’Europa” a Strasburgo, alla presidenza della commissione “Sicurezza e Lotta alla criminalità” in Regione Lazio dove ha lottato contro le infiltrazioni mafiose e camorristiche nel litorale romano ed ora, nominata da poche settimane, assessore alle politiche socio-sanitarie, educative e alla legalità del IX Municipio a Roma.

L’Intervista:

 

Luisa, veramente un “Filo Rosso” che non smetti mai da seguire.

E’ vero, sto facendo un percorso che dal globale va al particolare, dal grande al piccolo. D’altra parte le difficoltà della vita di oggi, secondo me, richiedono interventi soprattutto sul piccolo, su quello che ci è più vicino.

 

Che il sistema economico in Italia fosse “viziato” dalla presenza del malaffare non è certo una novità, ma la scoperta della “Mafia Capitale” ha fatto capire che il malaffare è considerato semplicemente un affare: nel “mondo di mezzo” si uniscono personaggi e appetiti di tutti i tipi.

E’ triste doverlo confermare, né mi fa piacere dire: “io l’avevo detto e anche scritto“. Roma è la mia città e il mio amore per essa è incondizionato. Le ultime inchieste romane ci confermano che l’Italia è uno dei paesi più corrotto d’Europa, fa parte del nostro essere cercare sempre scorciatoie e sistemi per eludere, per evadere, per mistificare. Quello che ci sconvolge è che sistemi mafiosi siano insediati dentro l’amministrazione comunale, che si arricchiscano sulla pelle dei più umili (rom, senza fissa dimora, immigrati), che, come in tanti altri casi, interventi di emergenza siano serviti per rendere i procedimenti amministrativi assolutamente poco chiari. Emerge un sistema di controlli sulla spesa pubblica, del tutto inesistente, una contaminazione della macchina tecnica e amministrativa e qualche connivenza con la politica che si rivolgeva a Carminati e Buzzi per risolvere emergenze nei campi rom, nello sfalcio dei parchi, nell’assistenza nei centri per gli immigrati. Sono loro che nelle intercettazioni dicono che queste attività rendono molto di più dello spaccio di droga. D’altra parte in Italia ogni evento particolare (Olimpiade, Expo, terremoti…) ha portato alla scoperta di sistemi illegali con costi impossibili a carico della collettività.

 

Lei è stata una delle protagoniste della denuncia della penetrazione della mafia e della camorra nel litorale laziale, quando era nella Regione Lazio. Il lavoro degli inquirenti continua. A che punto siamo?

Le indagini della magistratura stanno ancora andando avanti, è stato sciolto il consiglio del Municipio di Ostia che è stato commissariato, si sta iniziando una azione di ripulitura del litorale, aprono finalmente i varchi a mare e la stagione balneare si avvierà certamente in modo assai diverso dal passato. Io credo che ci saranno contraccolpi tra le imprese e nel settore turistico e spero che la cittadinanza si renda conto che è in corso una battaglia a cui tutti devono partecipare. Per evitare che sistemi mafiosi attecchiscano e depredino definitivamente il territorio. Ogni amministratore pubblico deve guardare dentro la propria istituzione, raccordarsi con gli uffici per gestire correttamente appalti e realizzare progetti in modo trasparente. Bisogna guardare oltre le proprie competenze, mettersi in rete con gli altri livelli istituzionali, chiamare a raccolta le associazioni e il territorio per fare tutti assieme uno sforzo di attenzione e di protagonismo. Per guardare al territorio del IX Municipio, bisogna mettere le mani sulle vicende del filobus che non c’è, delle tangenti che hanno interessato personaggi di spicco dell’Eur spa, dei punti verde qualità appaltati e bloccati dalle inchieste della magistratura. Occorre lavorare per restituire ai cittadini che usano la Laurentina e la Colombo, il filobus in corsia riservata che colleghi Tor de Cenci e Trigoria all’Eur.

 

Il suo percorso politico segue veramente un “filo rosso della legalità”. Quanto c’è bisogno di educare alla legalità?

Nella mia attività di assessore alle politiche educative e alla legalità, l’educazione alla legalità è una delle priorità in assoluto. Il IX Municipio ha sottoscritto un protocollo sul territorio senza mafie e perciò si stanno avviando progetti rivolti in particolare alle giovani generazioni e alle scuole. Abbiamo presentato un progetto all’assessorato regionale alla sicurezza e, una volta ottenuto il finanziamento, saremo in grado di avviare corsi nelle scuole legati al concetto di legalità, all’educazione sentimentale e alle pari opportunità. Crediamo fermamente che fin da giovani bisogna imparare a rispettare gli altri, a valorizzare le differenze, al rispetto delle regole a garanzia di un corretto vivere civile. Bisogna LAVORARE per far capire a tutti che le mafie non sono un fenomeno da film, che non stanno lontane da noi, che si arricchiscono sulla nostra pelle. In fondo la nostra crisi economica sarebbe meno pesante se non dovessimo sopportare sulle nostre spalle anche il peso delle attività criminali delle mafie.

 

Noi di Condivisione Democratica abbiamo lanciato l’idea di un “Diploma di Moralità”, una lotta alla corruzione e alla gestione “privatistica” del bene pubblico che inizi prima che nelle aule giudiziarie, nelle aule scolastiche, anche con una preparazione di alto livello per gli amministratori. Cosa ne pensa?

Mi pare un bellissimo progetto a cui potremo lavorare assieme. Una parte importante la devono avere gli amministratori pubblico che credo sottovalutino ancora la gravità della situazione e l’urgenza di un agire tutti assieme per prevenire e contrastare.

 

Pochi giorni fa, il 25 Aprile, abbiamo festeggiato il giorno della Liberazione. Oggi, proprio quando la crisi economica morde aziende e consumatori, c’è bisogno di liberare il sistema economico ed anche la nostra società dalla morsa della mafia. Una nuova liberazione.

Mai come oggi sono da apprezzare ricorrenze come il 25 aprile o il primo maggio: date che ci ricordano il valore della libertà, la dignità del lavoro, il rischio di arretramento della qualità e della quantità dei diritti individuali e collettivi. Io penso che la crisi economica attuale debba rappresentare l’opportunità per tutti, di cambiare stile di vita, di ridurre gli sprechi, di rispettare e valorizzare i beni comuni, di fare della solidarietà l’elemento fondante della coesione sociale. Anche il sistema economico deve cambiare dal momento che il sistema capitalistico ha mostrato abbondantemente il proprio fallimento. Imprese e cittadini devono rischiare di più, avere il coraggio di affontare la durezza di questo momento, devono fare sforzi di fantasia per inventare il lavoro che non c’è. Siamo arrivati al punto che a Roma non è più possibile aprire un asilo nido perché tra debito da ripianare e danni da attività mafiose, non ci sono i soldi per assumere neanche un’educatrice, né qualche supplente. Questa è la dura realtà da cui dobbiamo cercare di uscire. Non possiamo ridurre i diritti delle persone ma dobbiamo avere la capacità, con un grande patto tra generazioni, di rinunciare a privilegi per concentrare gli sforzi per promuovere il lavoro per le nuove generazioni che, a parer mio, devono avere la priorità. Tutti discorsi che non possiamo lasciare solo a pochi ma che devono essere di tutti noi.

 

12 Maggio 2015 – Giorgio Gabrielli – Condivisione Democratica

Intervista su ‘Il Filo Rosso della Legalità’ (6 Maggio 2013 – Cettina Quattrocchi – Condivisione Democratica)

Luisa Laurelli è laureata in Lettere all’università La Sapienza e lavora presso la Provincia di Roma. La politica entra presto nella sua vita; aderisce al movimento studentesco già dal ’68. Iscritta giovanissima al Pci, diventa Consigliere della XII circoscrizione e poi Consigliere comunale nel 1993. Rieletta nel ’97, le viene affidato, prima donna in Italia, il difficile incarico di dirigere il Consiglio Comunale di Roma. E’ stata dal 1994 vice presidente e poi per due volte presidente del Consiglio Comunale fino al 2001.
Ha avuto un’esperienza a Strasburgo come presidente della commissione “Coesione Sociale Sicurezza, Pari opportunità” del Congresso dei poteri Locali e Regionali d’Europa”, su indicazione dell’ANCI. Nel 2005 è stata eletta al Consiglio della Regione Lazio. Nei 5 anni di legislatura è stata Presidente della commissione Sicurezza e Lotta alla criminalità, componente della commissione speciale Sanità e della commissione Politiche sociali e responsabile del Coordinamento delle Elette.
Nel 2009 è stata candidata al Parlamento europeo riportando l’importante risultato di circa 30.000 preferenze. Nel 2013 è stata candidata per il Pd al Senato,  regione Lazio. E’ autrice del libro “Il filo rosso della Legalità”.

L’Intervista:

 

Ci racconti in sintesi il contenuto del libro da lei ha scritto dal titolo “IL FILO ROSSO DELLA LEGALITA”

Il libro è composto da tante parti diverse, da una mia analisi delle illegalità diffuse in questo momento nel Lazio e nel nostro paese, a partire dalla carcerazione di due consiglieri regionali miei ex colleghi per il famoso scandalo dei fondi dei gruppi consiliari e della presenza delle mafie nei diversi settori economici. Nel libro ci sono due importanti contributi di esperti di mafia e di n’drangheta quali Enzo Ciconte ed Edoardo Levantini, tutti e due presenti nell’Osservatorio sulla sicurezza della regione Lazio durante la gestione Marrazzo. Poi alla prefazione di Nicola Zingaretti, si aggiungono una serie di interviste fatte da me per la rivista online TURBOARTE, a personaggi del mondo delle imprese, della cultura, della politica e del sociale. A tutti è stato chiesto di raccontare l’impegno contro le illegalità nel loro settore di interesse.Infine nel libro è presente il testo della mozione approvata a maggioranza nella seduta di consiglio straordinario sulle mafie nel Lazio del 22 gennaio 2009, rimasta completamente inattuata dall’amministrazione Polverini con gravi responsabilità.

 

Perchè ha ritenuto necessario scrivere questo libro corale?

I contributi di tanti consentono la messa in rete, così come si faceva nella commissione sicurezza e lotta alla criminalità da me presieduta, delle esperienze di molti, per analizzare a fondo il presente e per guardare al futuro. La coralità rappresenta un impegno collettivo ed è già una concreta risposta di contrasto dei sistemi mafiosi.

 

Qual è la situazione attuale della presenza delle mafie nel Lazio e a Roma?

Tutto il litorale del Lazio e alcune zone di Roma, oltre il sud pontino, è infiltrato da presenze di mafia piuttosto preoccupanti. A Roma l’ultima esecuzione è avvenuta pochi mesi fa a Castel di Leva, mentre proseguono i sequestri di beni da parte della magistratura. I beni confiscati sono oltre 500 e questo dimostra una forte azione di riciclaggio, di investimento di denaro sporco in particolare nel settore del turismo e nell’edilizia, c’è una grande presenza del fenomeno dell’usura assolutamente sottostimato e non denunciato. La crisi economica poi, acuisce le difficoltà dei meno abbienti e favorisce investimenti mafiosi dato che pochi ormai hanno liquidità necessarie per fare investimenti. Sono sempre di più le imprese legali che per via della crisi e per indisponibilità di crediti da parte delle banche, passano in mano a bande criminali. Abbiamo la fortuna di avere una magistratura antimafia nel Lazio molto attiva che sta incrementando sempre più la sua attività.

 

Siamo in campagna elettorale per il comune di Roma e per i Municipi. Quali proposte lei fa al mondo della politica e dei partiti a proposito di etica pubblica e di rinnovamento della classe dirigente del Paese?

La prima cosa da fare è invitare i cittadini che hanno il potere di scegliere gli eletti, di andare a vedere i curricula dei candidati e di scegliere quelli conosciuti per onestà e competenza. Solo così potremo fare un vero rinnovamento delle Istituzioni. Sono stata candidata per il Pd al Senato nelle recenti elezioni politiche e al primo punto del mio programma ho messo il rinnovamento della classe politica indispensabile per cambiare pagina, in un paese all’apice delle classifiche europee per il fenomeno della corruzione. La decisione del Pd e di SEL di effettuare le primarie per scegliere i candidati alle elezioni politiche e l’esclusione dalla lista nazionale di persone inquisite o semplicemente coinvolte dalla vicenda dei fondi dei gruppi così come già fatto per le liste del centro sinistra alla regione Lazio, sono state una prima efficace risposta alla necessità di garantire l’onestà degli eletti a tutti i livelli. Assieme alla valorizzazione dei valori dell’etica pubblica occorre ottenere due risultati dalla lotta alle mafie e dalla lotta all’evasione. Io propongo di vincolare beni e soldi  per finanziare progetti di lavoro per giovani e donne che sono oggi le due categorie di cittadini più svantaggiate in assoluto. Il governo Letta deve perseguire con forza questi obiettivi e oltre alla necessaria azione di risanamento, dovrà avviare progetti di sviluppo e dare un’anima alla politica e alle sue scelte di priorità. Per quanto riguarda la città di Roma, oltre alla consapevolezza del fenomeno mafioso, il prossimo sindaco dovrà impegnarsi per estendere la rete delle sedi delle forze dell’ordine nella periferia che soffre per presenze molto spesso insufficienti. Dovrà essere rafforzata la rete dei servizi sociali che sono una delle risposte concrete per prevenire la presenza di fenomeni criminali nei quartieri.

 

Da donna cosa pensa si possa fare per promuovere la loro presenza nelle sedi istituzionali e negli incarichi di vertice?

Finalmente dopo decenni di battaglie siamo riuscite ad ottenere la doppia preferenza di genere alle elezioni locali e spero che presto anche il Lazio approvi la legge per la doppia preferenza per le prossime elezioni regionali. Perciò il 26 e 27 maggio sia al Comune che nei Municipi, potremo esprimere due preferenze, di una donna e di un uomo. Se saranno espresse due preferenze dello stesso sesso la legge prevede che la seconda verrà annullata. Abbiamo conquistato a dicembre 2012 l’approvazione della legge per promuovere la presenza paritaria delle donne nei consigli di amministrazione ed il parlamento attuale ha una presenza del 40% di donne in più. Se pensiamo che le stesse studiano meglio e di più, che statistiche alla mano sono meno corrotte degli uomini, è arrivata veramente l’ora per sperimentarle ai vertici della Istituzioni, degli uffici e delle imprese.

06 Maggio 2013 – Cettina Quattrocchi – Condivisione Democratica